L’ EVENTO
Scoprire da dove tutto è nato
Cassano racconta sé stessa. Lo fa attraverso i suoi cittadini, quelli che in queste strade e in queste piazze ci sono nati, quelli che l’hanno scelta per viverci.
Racconta sé stessa partendo da un evento fondativo della propria identità, civile e religiosa: il secondo rinvenimento dell’affresco della Madonna degli Angeli nella Grotta dell’omonimo Santuario-Convento di Cassano delle Murge.
Era il 19 maggio 1855.
Il ritrovamento, dopo lunghe ricerche, fu a cura dei frati francescani padre Domenico da Cassano e Frà Michele da Bari dei Minori Riformati di san Francesco guidati dal Ministro Provinciale del Padri Riformati di san Nicola di Bari, padre Daniele da Valenzano. Dopo l’annuncio del ritrovamento (la MAGNA INVENTIO, in lingua latina), il paese festeggiò l’avvenimento con un corteo di popolo, musici e notabili che dall’abitato raggiunsero il Convento per pregare e consacrare Cassano alla Madonna degli Angeli. Da quell’anno, ogni terza domenica del mese di maggio si ricorda quell’evento, festeggiando la “Madonn de basce” ovvero la “Madonna di giù, in basso” con chiaro riferimento alla Grotta che si trova in posizione inferiore rispetto al piano.
“Magna Inventio” è la ricostruzione storica di quella ri-scoperta: l’annuncio dei frati, la gioia di un intero paese, la vita di tutti i giorni rischiarata dalla fede.
COM’ERA la Cassano dell’epoca?
Una breve introduzione al contesto sociale locale del nostro paese
POPOLAZIONE
Nel 1862, primo Censimento del Regno d’Italia, Cassano – da quell’anno chiamato “delle Murge” – contava 4.219 abitanti; l’80% degli uomini e il 90% delle donne era analfabeta. Solo nel 1861 la scuola di Cassano divenne di terza classe.
I NOTABILI
La popolazione cassanese era dedita per lo più all’agricoltura, al piccolo allevamento e all’artigianato. Nel 1855 Sindaco era Giuseppe Paternostro, 72 anni, a capo di una amministrazione facente parte del Regno delle due Sicilie, ultimi anni prima dell’Unità d’Italia. Il Comune era allocato in diverse zone del paese: nel 1852 era presso il Palazzo del Principe, nel 1868 era in via santa Caterina (l’attuale piazza Adua), nel 1875 in alcuni locali presso la “porta di sotto”. Altri notabili erano don Carlo Caracciolo, Giudice e l’avv.to Antonio Maria Galietti, assassinato nel 1861, ecc. ecc. L’Arciprete era don Raffaele Tritto, primicerio don Giovanni Gentile a capo di un Capitolo che contava ben 16 sacerdoti. Vescovo della diocesi era mons. Michele Basilio.
QUALCHE CENNO SULL’AREA URBANA: IL PAESE

L’attuale “piazza Moro” non esisteva, almeno come tale: al suo posto c’era un ampio spazio sterrato con vigne, depositi di frumento e grano, qualche bottega e alcuni mulini.
Fra il 1820 ed il 1842 vengono basolate alcune strade attorno alla Chiesa e solo nel 1859 si vara il progetto per il completamento della basolatura.
Nel 1861 arrivano le prime “lampade pubbliche”, con un servizio di illuminazione.
Cassano aveva la Pretura con annesso carcere (soppressi nel 1892) presso il Palazzo del Giudicato Regio in via Chimienti.
Nel 1875 comincia la costruzione dell’attuale Municipio, completato nel 1887.
C’erano due porte: quella “di sopra” o “della Croce” (via Chimienti) che fu abbattuta nel 1857; e quella “di sotto” in via Cesare Battisti nonché la terza porta, “calabrese” su via Santo Stefano.
Si contavano centinaia di pozzi, non essendoci né acquedotto né fogna.
Nel 1858 fu abbattuta la Chiesa Madre a causa di grave pericolosità di tetto e murature e fu ricostruita secondo l’attuale posizione. I lavori durarono 30 anni.
Nel 1852 fi riaperta al culto l’attuale chiesa di san Nicola, allora detta “del Purgatorio”.
Nel 1867 fu riaperta al culto la Cappella di san Rocco (originariamente chiamata di Sant’Angelo e di san Michele Arcangelo) e affidata alla Congregazione di san Rocco.

IL PROGRAMMA DELL'EVENTO

Un evento unico per riscoprire ed imparare le radici della nostra fede, per ritrovare tradizioni, storia e cultura di una Cassano dei secoli addietro